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Occitania (regione storica)
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Lmwbq'mwbgOccitània (mwbwAFI: mwca[ott͡ʃiˈtanja;cite-ref-1[1] mwdqin occitano mwdgOccitània, [utsiˈtanjɔ], [uksiˈtanjɔ], secondo la mweanorma classica, mweqÓucitanìo secondo la mwegnorma mistraliana), o più raramente, in mwewfrancese, mwfaPays d'Oc, è una mwfqregione storico-geografica dell'mwfgEuropa, non delimitata da confini politici, sviluppatasi in una larga parte della mwfwFrancia meridionale, e in zone limitrofe nelle odierne mwgaItalia e mwgqSpagna.
La sua caratteristica principale è mwgwlinguistico-mwhafilologica, ovvero fondata sulla diffusione della mwhqlingua occitana, o "lingua d'òc", evoluzione dell'mwhgoccitano antico o provenzale. A partire dal mwhwXV secolo circa, la distinzione geografica fu soprattutto su base linguistica, per differenziarla sia dalla lingua centro-orientale delle mwiaAlpi Graie, dove si parlava un francoprovenzale settentrionale detto mwiqarpitano, sia dalla estesa mwigFrancia centro-settentrionale, dove invece si parlava la mwiwlingua d'oïl, cioè la "madre" dell'attuale francese).
Altre caratteristiche dell'Occitania risiedono in alcune tradizioni secolari come le mwjqmusiche e le mwjgdanze popolari.
La lingua occitana venne usata dalla mwkapoesia trobatorica, la composizione letteraria sorta nella regione d'mwkgAquitania intorno all'mwkwXI secolo e, più tardivamente, diffusa in buona parte dell'mwlaEuropa. L'occitano non va però confuso né con il mwlqfrancoprovenzale (arpitano), né con il mwlgfrancese, sebbene tutte mwlwlingue d'origine mwmaromanza siano appartenenti al ramo mwmqgalloromanzo; queste lingue si consolidarono soprattutto durante la graduale latinizzazione della mwmgGallia tardo-antica e altomedievale (dal mwmwIV al mwnaXII secolo circa), con locuzioni mwnqlatine miste a termini mwngfranco-gallici. Oggi, queste mwnwvarietà linguistiche risultano di particolare interesse filologico, e sono state riconosciute e affiancate alle mwoalingue ufficiali di ogni nazione appartenente.
Contents
• Storia
• Lingua
• Note
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Etimologia
• mwswAquitania: fu il nome latino dell'omonima mwtaprovincia romana, ma fu nome utilizzato anche durante l'mwtqAlto Medioevo (fino all'mwtgXI secolo circa) per indicare anche le zone della mwtwProvenza, la mwuaLinguadoca, la mwuqGuascogna e il mwugDelfinato francesi.
• mwwaGuascogna: dopo l'mwwqordinanza di Villers-Cotterêts, fu indicata nell'mwwgXI secolo come mwwwterra a sinistra della mwxaLoira, "dove si parla ancora l'antico mwxqprovenzale" (Dom Vaissette).
Il termine venne usato dall'amministrazione francese, in seguito all'annessione al Regno di mwyaFrancia della mwyqContea di Tolosa e dei territori limitrofi di mwyglingua occitana (1271); si ritiene fosse già utilizzato dall'amministrazione mwywcapetingia, come risultato della combinazione di mwzaoc (mwzqsì) e "Aquitania", secondo la tradizione di indicare le lingue con la parola usata per affermare (come per la mwzglingua d'oïl). Il termine "Occitania" è quindi d'uso nel mwzwBasso Medioevo, attestato già nel mwaa1290.cite-ref-3[3]
Venne coniata nel 1298 l'espressione latina mwbgpatria linguae occitanae. Il re di Francia mwbwFilippo il bello, durante un mwcaconcistoro a mwcqPoitiers nel 28 maggio del mwcg1308 afferma di regnare su due nazioni, una di mwcwlingua gallica e l'altra di mwdalingua occitana; nel 1309, in un contesto basso-latino della Cancelleria di mwdqParigi, mwdglingue occitane: lingua di notai, in tardo latino, non in francese. Ancora nel mwdw1381 mweaCarlo VI di Francia osserva mweq"Quas in nostro Regno occupare solebar tam in linguae Occitanae quam Ouytanae". In un testo del 1331 rinvenuto a mwegLione compare l'espressione "mwewlingua hoquotina" (da pronunciarsi preferibilmente «oquitana»mwfa).
Ricompare, altrettanto casualmente e con la medesima valenza di sotto-gergo notarile, nel 1600, sempre ad uso della cancelleria parigina.
La parola "Occitania" rimane in vigore fino alla mwfwrivoluzione francese, e viene riabilitata dal movimento letterario nazionalista mwgamwgqFélibrige. Fu con l'Ottocento, che rilesse la storia del mwggMidi francese, che ritroviamo il termine "occitano": nei testi di Fabre d’Olivet, mwhqLes Troubadours, poesies occitaniques, nel 1802 si trovano, in francese, i termini mwhgoccitanique, mwhwoscitanique; mwiaoccitanien, mwiqoccitanie usati da Amiral de Rochegude nel 1819 nel suo mwiwLe Parnasse occitanien; e mwjaL'occitanienne di mwjqChateaubriand. mwjgFrédéric Mistral (mwjw1879-mwka1886), il maggior esponente, compilò un dizionario, mwkqLou Tresor dóu Felibrige, Dictionnaire provençal-français.cite-ref-4[4]
In lingua italiana
Alcuni casi di citazioni da testi italiani:
• nel 1549 “Ocitania”, riferita alle terre visigotiche: "Egli tutto pien d'ira Carlo attacò il fuoco, e spianò Narbona, Agate, Nemauso, e Biterra nobile Colonia de' Settumani, onde pare che hauesse tutta quella contrada il nome, che alhora si chiamava Settimania, & hora (come s'è gia detto) in uece di Gotticana, è chiamata Ocitania."cite-ref-5[5].
• nel 1647 "Occitania", riferita alle terre della Crociata il vescovo di mwnwBéziers mwoaSant'Afrodisio, nel redigere i suoi mwoqActa sanctorum nel XVII secolo scrisse: “Occitaniâ seu Lengadociâ inferiore …” (trad.: “ occitania ossia Linguadoca inferiore”).cite-ref-6[6]
• nel 1678 “Ocitania”cite-ref-7[7]:
• "Beraldo di Baux era de' Principi d'Orange, Guglielmo Laudun di Caſa potente nell'Occitania" (p.mwrq 95)
• "Laſciato pertanto in ſuo luogo nell'Occitania" (p.mwrw 96)
• "Guglielmo di Lauduno di caſa potentiſſima nell'Occitania" (p.mwsq 354)
• nel 1701 "Pur ecco al fin giunto ſul mar mi vidi, / Che Mare interno io nominai dal ſito / (Or non più nò, che a l'altro Mare è vnito) / E d'Occitania riconobbi i Lidi."cite-ref-8[8]
Storia
Alla fine del mwuqXII secolo la Francia non era l'entità statale che è attualmente: numerose regioni appartenevano all'mwugInghilterra, la mwuwBretagna era un regno autonomo, la mwvaProvenza faceva parte del mwvqSacro Romano Impero. Parte delle regioni nelle quali era diffusa la mwvglingua occitana costituiva un insieme di feudi autonomi che per alcuni decenni (fra il mwvwXII e il mwwaXIII secolo) integrarono, insieme ai territori d'mwwqAragona, uno Stato economicamente prospero e forte, guidato dal re mwwgPietro II di Aragona e appoggiato dalla mwwwSanta Sede nella persona di mwxapapa Innocenzo III.
Agli inizi del mwyqXIII secolo, mwygsovrano d'Aragona era mwywPietro II, mwzavassallo della mwzqSanta Sede e apertamente sostenuto dal papato per aver ripetutamente sconfitto i musulmani nella penisola iberica; egli fu sempre molto tollerante nei confronti degli mwzgeretici. La costituzione di un'unica amministrazione centralizzata sulle terre dove vivevano i catari era per costoro un sogno che si stava trasformando in realtà.
La prematura scomparsa di Pietro II segnò l'apice della parabola càtara. La tattica militare che lo rese famoso per avergli permesso di sbaragliare gli invasori mw0aberberi risultò inadeguata a battere le truppe di mw0qFilippo II di Francia: nel difendere infatti i territori occitani dall'invasione delle truppe reali francesi, guidate da mw0gSimone IV di Montfort, Pietro II, che nel frattempo aveva valicato i mw0wPirenei, subì una tremenda sconfitta perdendo egli stesso la vita in combattimento. Nel XVII secolo, moltissimi ugonotti occitani furono massacrati nelle mw1aDragonate ad opera delle truppe reali.
Storia moderna
Le comunità occitane, che si rifanno alla storia occitana, sono numerose e molto attive, dal Piemonte alla Catalogna.
Come unione di più liste regionaliste locali, nel mw2a1987 viene fondato a mw2qTolosa il mw2gPartito Occitano che si impegna, dal punto di vista politico, a raggiungere un maggior grado di autonomia per l'occitania.
Il 30 agosto mw3a2008 (anno internazionale delle lingue, voluto dall'mw3qONU) è partita una lunga marcia che dalle mw3gvalli occitane piemontesi (mw3wPietraporzio in mw4avalle Stura) deve raggiungere mw4qVielha, in mw4gCatalogna, per chiedere che la mw4wlingua occitana diventi mw5apatrimonio dell'umanità. La marcia è di 1700mw5q km e di 70 giorni, ed è stata chiamata mw5gOccitània a pè. L'evento è stato organizzato dall'mw6aassociazione culturale mw6qChambra d'Oc, piemontese, col sostegno degli enti pubblici.
Geografia
L'Occitania - quadro di insieme
• Superficie: 196 640 km² circa
• Popolazione: 15 809 490 di abitanti
• Capitale: Tolosa (439 453 abitanti)
• Lingua nazionale: lingua occitana (o occitanico, occitan) parlato da circa il 10% della popolazione
• Situazione politica:
• 191 889,5 km² e 15 557 131 abitanti appartengono alla Francia;
• 4300 km² e 211 056 abitanti appartengono all'Italia;
• 450 km² e 10 194 abitanti appartengono alla Spagna;
In particolare, l'area geografica occitana comprende tutta la mw-wFrancia meridionale, che a nord termina nel mwaqaCroissant, la zona di transizione linguistica con i paesi mwaqid'oil, cosiddetta per la particolare forma dei suoi confini linguistici.
Le aree storico-geografiche occitane, nello specifico, sono:
• tutta la regione della mwaqyProvenza
• gran parte della regione geografica di mwaq8Midi-Pirenei
• la regione mwareLinguadoca-Rossiglione, eccetto per la parte orientale, dove si parla soprattutto mwaricatalano. La regione nord-occidentale (mwarmFenouillèdes) è invece maggiormente ricca di lingua e cultura occitana
• l'area detta del mwaruVelay, dell'mwaryAlta Loira, in mwarcAlvernia, eccetto il dipartimento dell'mwargAllier
• in mwaroRodano-Alpi (soprattutto l'area detta mwarsVivarese, nell'mwarwArdèche), escluse le frange storico-geografiche dove si parla l'mwar0arpitano
• tutta la regione del mwar8Poitou-Charentes, nel mwasaCharente
• l'area geografica delle Alpes du Sud
• la mwasmprovincia Borbonese meridionale
• l'area storico-geografica detta mwasuDelfinato meridionale, nella regione mwasyHautes-Alpes, che sconfina anche in una parte della mwascValle di Susa in mwasgItalia
• le aree storico-geografiche della mwasoContea di Foix e del Couserans, nel dipartimento dell'mwaswAriège
• tutta la regione della mwas4Guascogna
• l'area storico-geografica ai confini con la mwataGermania, chiamata mwateContea di Mark
• la regione del mwatmCentre, in alcune cittadine della parte meridionale
• in piccole aree della mwatuSpagna, a ridosso dei mwatyPirenei, nello specifico la mwatcVal d'Aran e zone circoscritte della mwatgCatalogna
• in mwatoItalia, molte parti delle cosiddette "mwatsvalli occitane" del mwatwPiemonte sud-occidentale, a ridosso delle mwat0Alpi Cozie e delle mwat4Alpi Marittime, tra le quali mwat8Valle Stura, mwauaValle Maira, mwaueValle Grana, mwauiValle Varaita, mwaumValle Corsaglia, mwauqValle Gesso, mwauuValle Vermenagna, mwauyValle Germanasca, Alta Valle Argentina.
• Inoltre, anche alcuni dialetti nei mwaugcomuni liguri di mwaukOlivetta San Michele e di mwauoTriora (per le frazioni mwausRealdo e mwauwVerdeggia, stabilita strumentalmente in base ai criteri della legge 482/1999); un'ampia bibliografia ragionata sull'argomento è riportata alla voce mwau0dialetto brigasco
• in mwau8Italia, solo in alcuni piccoli presidi di valli piemontesi quali mwavaValle Orco, mwaveValli di Lanzo e bassa mwaviVal di Susa), le quali sarebbero invece influenzate da un'area storico-linguistica più mwavmarpitana
• in mwavuItalia meridionale, per il solo comune di mwavyGuardia Piemontese in mwavcCalabria, fondato intorno al mwavgXIII secolo da profughi mwavkvaldesi
• la parte della mwavsContea di Nizza nella regione delle mwavwAlpi Marittime
• in mwav4Costa Azzurra-mwav8Principato di Monaco poi, esiste anche una sorta di variante occitana del mwawamonegasco, detta mwawemoneguier, o conosciuta più genericamente come mwawimwawmpatois monegasco (per distinguerlo dal mwawqpatois generico francese o il mwawupatois mwawyvaldostano)cite-ref-10[10]. Fu parlato solo da alcune persone (immigrati, impiegati come operai nel porto), per un periodo di tempo relativamente breve
L'insieme di tutte queste terre occitane raccoglie circa 16,2 milioni di abitanti, di cui circa il 20% nato al di fuori di tali confini (tali correnti migratorie si son concentrate soprattutto in epoca recente, tra il mwaww1975 e il mwaw01993. In queste fasce della popolazione le lingue parlate sono il francese e la lingua del paese di appartenenza).cite-ref-11[11] Solo un quarto della popolazione parla mwaxioccitano.cite-ref-12[12]
La Croce occitana
Nell'879mwayi mwaymBosone Vmwayq di Vienne o di Arles (844 circa - 11 gennaio 887) è incoronato re di Provenza prendendo il nome di Bosone I di Provenza. Era già stato governatore e conte di Provenzamwayu dall'877. Lo stemma dei Bosonidi è la Crocemwayy chiamata poimwayc Occitanamwayg o di Tolosa. Il capostipite dei Bosonidi fumwayk mwayoBosone,mways noto come Bosone il Vecchio (800 circa - 855 circa), duca dei Franchi, conte del Vallese, conte di Arles e contemwayw di territori nei dintorni di mway0Biella, nella contea di mway4Vercelli; nella discendenzamway8 di Bosone il Vecchio vi furono conti, duchi, abati e vescovi durante tutta l'epoca carolingia. Dei suoi ascendenti non si hanno notizie, anche se alcuni lo indicano come figlio d’un tal Teodebaldo di Borgogna o d'Antibes, detto il Vecchio.
Poco prima dell'annomwazu 1000, mwazyGuglielmo IIImwazc dettomwazg Tagliaferro, 970 circa - 1037), conte di Tolosa e conte di Nîmes e d'Albi dal 978, sposa, in seconde nozze, mwazkEmma, figlia ed ereditiera di mwazoRotboldo III di Provenza, il cui nonno paterno era stato mwazsBosone II, conte di Provenza. Emma gli porta in dote alcune contee, fra cui la Provenza. Nellemwazw terre provenzalimwaz0 governate dal conte,mwaz4 imwaz8 suoimwaaa vassalli avrebbero adottato la croce dei Bosonidi, che verrà poi detta croce di Tolosa,mwaae come simbolo da imprimere sulle armi: e questo ha un senso se si pensa che Emma apparteneva alla stirpe Bosonide in cui figuravano, duchi, re e marchesi di Provenza.
La seconda apparizione della croce occitana è nel sigillo di mwaamRaimondo IV di Tolosa, o di Saint-Gilles, che istituì la contea di Tripoli, nell'ambito della prima crociata, intorno al 1100.
La mwaaucroce detta «mwaay occitanamwaac » è il derivato dello stemma gentilizio dei conti di Tolosa: «de gueules à la croix vidée, cléchée» (di rosso all croce patente e pomata [d'oro]).
Prima della constatazione che la Croce occitana derivi da quella dei Bosonidi, si pensava che la prima apparizione della croce di Tolosa fosse avvenuta sotto il regno di mwaakRaimondo V. Esiste in particolare una descrizione del mwaaosigillo di questo conte datata mwaas1165. La sua utilizzazione è particolarmente precoce nel sud-ovest, visto che i blasoni si diffondono solo nel mwaawXII secolo principalmente nel nord della Francia. Sono state fatte diverse interpretazioni di questa croce, di cui molte insistono sull'aspetto «simbolico» del motivo. mwaa0Michel Pastoureau indica che queste interpretazioni dimenticano che l'araldica non è la scienza del simbolo, ma dell'emblema.
Nel mwaa81950, mwabaHenri Rolland afferma che l'origine di questa croce deve essere ricercata nel marchesato della mwabeProvenza (nord della mwabiDurance) e più precisamente a Vernasque.
Nel mwabu1966, Jean-Yves Royer afferma che l'origine dalla croce è sicuramente provenzale, ma che il testo di Henri Rolland contiene degli errori di datazione, si tratta in verità della croce di mwabyForcalquier. Le sue ricerche si basano in particolare sulla scultura di due croci su un coperchio di mwabcsarcofago a mwabgGanagobie.
Pierre Saliès afferma, sulla rivista mwacoArchistra del mese di dicembre 1994, che l'origine della croce è tolosana e che il simbolo dei conti di Tolosa è il frutto di evoluzioni locali successive, forse a partire dalla croce di mwacsGerusalemme.
Nel 1996 Jean Rocacher conferma che questa croce «mwac0 è innanzitutto l'emblema dell'antica contea di Venasque, smembrata poi tra i due casati di mwac4Tolosa e di mwac8Forcalquiermwada ».cite-ref-13[13]
Nel mwady2000, Laurent Macécite-ref-14[14] afferma che la croce è diventata l'emblema della famiglia comitale dopo la partecipazione alla prima crociata di mwadsRaimondo IV; questa croce potrebbe trovare le sue origini a mwadwCostantinopoli. Indica poi che il motivo della "croce patente" ha origini bizantine e che esso si diffonde in occidente attraverso l'Italia e la Provenza. Quindi la croce di Tolosa e la croce di Venasque o di Forcalquier avrebbero origini comuni, ma non si sarebbero ispirate l'una dall'altra.
Nel 2000, Bertran de la Fargecite-ref-15[15] pensa che la croce occitana è originaria del marchesato di Provenza, verosimilmente di mwaeiVenasque, e che potrebbe essere la sintesi tra la croce di Costantinopoli e la mwaemcroce copta (croce greca trilobata) introdotta in Provenza grazie ai monaci (mwaeqAbbazia di Lerino-mwaeuAbbazia di San Vittore di Marsiglia]) e forse grazie anche all'aura di San Maurizio.
Un'altra croce molto simile, diversa soltanto nei colori, è quella di mwaecPisa. La rappresentazione più antica giunta fino a noi della Croce di Pisa risale al mwaeg1156, sulle mura cittadine volute dal console Cocco Griffi. Secondo alcuni la croce di Tolosa, apparsa solo qualche anno più tardi, deriverebbe da quella di Pisa. Secondo altri, invece, la loro nascita sarebbe indipendente l'una dall'altra come derivazione, per entrambi i casi, della croce copta. In una lettera del mwaeo2006 in occasione delle mwaesOlimpiadi di Torino, il sindaco di Tolosa scrisse che mwaewLa nostra Croce di Tolosa è la Croce di Pisacite-ref-16[16]. Tuttavia questa affermazione non chiarisce ancora il dilemma, poiché può intendersi come "deriva dalla Croce di Pisa" come "è identica alla Croce di Pisa".
Per il momento nessun documento permette di determinare un'origine unica e incontestabile.
Usi e costumi
mwafgTolosa è a volte considerata come la capitale culturale dell'Occitania.
La bandiera utilizzata per rappresentare la lingua e la cultura occitane è simile a quella della mwafoLinguadoca: la mwafscroce occitana è accompagnata da una stella a sette punte, che rappresenta le regioni storiche dell'Occitania secondo il mwafwmwaf0Félibrige. Il motivo della croce di Tolosa è utilizzato da alcune comunità territoriali il cui territorio corrisponde in parte a quello dell'antica contea di Tolosa: mwaf4Midi-Pirenei, mwaf8Linguadoca-Rossiglione, mwagaAlpi dell'Alta Provenza e mwageAlte Alpi (Contea di Forcalquier). Lo si ritrova anche sulla segnaletica per indicare la lingua occitana originale (cartelli all'entrata delle città...)
In mwagmItalia, nelle mwagqValli occitane e in mwaguCalabria, conformemente alla mwagylegge 482/99 concernente le minoranze linguistiche, numerosi comuni organizzano una cerimonia al momento della posa della bandiera occitana sugli edifici pubblici.cite-ref-17[17] Un testo che spiega i motivi della cerimonia viene letto in occitano e in italiano, poi la bandiera viene alzata al suono di mwagsmwagwSe chanto. Questa cerimonia si è svolta per la prima volta in mwag0Francia, nel villaggio di mwag4Baratier, il 19 novembre 2006.
La croce occitana è anche utilizzata nella bandiera della mwahqValle d'Aran.
Religioni
Il mwahcCristianesimo ha necessitato di moltissimo tempo per stabilirsi in mwahgGuascogna, tuttavia il suo inserimento fu così profondo che si passò da una struttura familiare matriarcale a una struttura di tipo «paternalista flessibile». In seguito, degli alleati cristiani venuti dal nord (i sacerdoti Franchi Salii) furono pregati di espellere gli mwahkeretici (mwahoArianesimo) Visigoti di Aquitania.
L'Occitania è spesso stata luogo di rifugio e di sviluppo di religioni perseguitate:
• mwah4Catarismo: la lotta contro il catarismo ha rappresentato una svolta nella storia della regione con l'annessione del Languedoc.
• mwaiaChiesa Evangelica Valdese: nel medioevo una colonia si rifugiò nel sud dell'Italia, su queste terre emigrarono dei gruppi di persone di religione valdese venute dalle valli di Chisone, Germanasca, Pellice e Alta Susa (mwaiePiemonte). Nelle valli occitane italiane i primi documenti in lingua d'oc furono i testi religiosi valdesi del mwaii1400, oggi conservati in alcune importanti biblioteche. I Valdesi furono uno dei primi movimenti eretici del medioevo. Si ispirarono dall'insegnamento di Gesù Cristo "spogliarsi di tutti i beni per darli ai poveri". Fin dagli inizi furono perseguitati dalla Chiesa. Malgrado questo il movimento valdese si diffuse dalla Provenza al Languedoc e perfino sul versante alpino italiano. In Piemonte, si sviluppò più che altrove e nel mwaim1532 la mwaiqChiesa valdese aderì alla riforma protestante di mwaiuCalvino e mwaiyLutero. Oggi la Chiesa valdese trova il suo centro a mwaicTorre Pellice, "La Tor" in occitano. Qui, sfogliando la guida telefonica, troveremo dei cognomi di famiglie occitane, francesi e tedesche, segno dei vecchi rapporti con l'Europa protestante.
• mwai4Antitrinitarismo: L'antitrinitarismo è una dottrina religiosa che si oppone alla Trinità divina. Viene di volta in volta nominato unitarismo, semplicità divina e arianesimo. È una dottrina che condividono gli ebrei, i musulmani e alcuni movimenti cristiani.
• L'mwajaIslam: non è riuscito a diffondersi nella regione della marca narbonese un tempo sotto il controllo dei musulmani di mwajeal-Andalus.
• Il mwajmProtestantesimo: si è fortemente diffuso in alcune regioni in un'epoca in cui la religione mwajqcattolica e lo Stato francese formavano un tutt'uno. La scelta di alcuni signori di sviluppare il calvinismo fu probabilmente una manifestazione di ostilità contro la Francia del nord (Béarn in particolare). Paradossalmente, siccome la Bibbia riformata fu scritta in francese, i protestanti si interessarono a questa lingua.
Lingua
A partire dall'annessione dei territori da parte della mwajgCorona di Francia nel XIII secolo, la lingua occitana iniziò un percorso di declino, finché nel mwajk1539 l'mwajoeditto di Villers-Cotterêts impose il francese in tutti gli atti pubblici. Attualmente in Francia l'occitano non ha alcun riconoscimento ufficiale.
Nel mwajw1854 nasce il mwaj0mwaj4Félibrige, movimento letterario fondato da poeti provenzali per la resurrezione della vecchia lingua. Appartiene a questo movimento mwaj8Frédéric Mistral, mwakapremio Nobel per la letteratura.
Nell'Occitania italiana, tutta compresa nel Piemonte, l'unica lingua ufficiale è l'italiano, ma l'occitano è tutelato da un'apposita legge.
Nell'Occitania spagnola, comprendente la mwakmVal d'Aran, l'occitano è lingua ufficiale insieme al mwakqcatalano e allo spagnolo.
L'occitano è il nome della mwakylingua occitana o mwakcd'oc, che si compone di tre gruppi dialettali:
• mwakoguascone
Il mwalqcatalano presenta molte affinità con l'occitano.
Media in lingua occitana
Radio
Molti canali radiofonici locali hanno programmi in occitano. Tra le radio che trasmettono quasi interamente in occitano ci sono Radio Lenga d'Òc, Radio Occitania e Radio Albiges, tutte in territorio francese, ma con trasmissione anche in podcast.
Televisione
Anche se parlata da parecchie milioni di persone, la lingua occitana non possiede nessun canale televisivo specifico. Esistono tuttavia dei programmi in occitano su alcuni canali.
• La trasmissione mwalwmwal0Viure al Pais mwal4Archiviato il 5 dicembre 2008 in Internet Archive. su France 3 Sud
• La trasmissione mwamemwamiPunt de vista mwammArchiviato il 29 dicembre 2008 in Internet Archive. su France 3 Aquitaine
• La trasmissione mwamymwamcVaqui mwamgArchiviato il 24 novembre 2009 in Internet Archive. su France 3 Méditerranée
• Il mwamsjournal en occitan mwamwArchiviato il 25 novembre 2008 in Internet Archive. di France 3
• Il telegiornale in occitano chiamato «mwam8 Inf'òcmwana » in mwanelanguedocien mwaniArchiviato il 28 maggio 2008 in Internet Archive. e in mwanqgascone aranais mwanuArchiviato il 9 ottobre 2008 in Internet Archive. su BTV (Barcelona Televisió) in Catalogna
• Un telegiornale, trasmesso anche in lingua arbreshe, sull'emittente privata calabrese ten (mwanoarbëriaTVoccitania)
Film
• mwan4mwan8Histoire d'Adrien, film di Jean-Pierre Denis (1980) in francese e in occitano (dialetto limosino) presentato al mwaoafestival di Cannes.
• mwaoiMalaterra, film di Philippe Carrese (2003), i cui dialoghi sono in gran parte in occitano (provenzale).
• mwaoumwaoyIl vento fa il suo giro, film di Giorgio Diritti (2005). Ambientato in una delle valli occitane del Piemonte (Val Maira), è parlato in occitano, italiano e francese. Vincitore del 24° Bergamo Film Meeting, del 24º Festival del Cinema Italiano di Nancy e del 1° Lisbon Village Film Festival.
Stampa
La stampa dell'Occitania ha delle edizioni la cui periodicità varia da quella quotidiana a quella annuale. Esse vengono pubblicate nelle diverse lingue praticate nella zona occitana, specialmente in francese, italiano e occitano. Una quarantina di edizioni pubblicano dei testi in lingua occitana, sia accanto ad articoli in altre lingue, sia esclusivamente in occitano.
Nelle valli occitane d'Italia sono presenti le seguenti pubblicazioni: mwaooOusitanio Vivo (ex organo d'informazione del Movimento Autonomista Occitano), mwaosLou Temp Nouvel (fino al n. 50 mwaowNovel Temp), mwao0La Valaddo che fa riferimento all'area del mwao4brianzonese, mwao8Coumboscuro che tuttavia rigetta il concetto di occitano a vantaggio di provenzale, mwapaValados Usitanos (che ha recentemente cessato le pubblicazioni) e mwapeLa Rafanhauda.
Letteratura occitana
• i mwaputrovatori
• mwapcFrédéric Mistral
• Félix Castan
• il mwapsmwapwFélibrige
• mwap4Jean Boudou, in occitano: mwap8Joan Bodon
• Marcelle Delpastre, in occitano mwaqiMarcela Delpastre, poeta del Limosino
• mwaqqMarceau Esquieu
• Jacques Boé detto Jasmin
• mwaqgPaul Froment, mwaqkpoèta occitan mòrt al servici militar a Lion (poeta occitano morto durante il servizio militare, a Lione)
• Max Rouquette
• mwaq0Félix Arnaudin, collezionista di racconti guasconi (Landes)
• mwaq8Joseph Roumanille (racconti provenzali)
• Edmond Vivier (majoral du Félibrige -felibre-, nativo di mwareMillau)
• Duc de la Salle de Rochemaure (Château de Clavières a mwarqAyrens)
Musica e danza
Per conoscere la musica occitana, vedasi in particolare:
• Joan-Mari Carlotti
• Bernat Combi
• Corou de Berra
• Dupain
• Fabulous Trobadors
• Familha Artus
• Gai Saber
• Gadalzen
• Hantaoma, gruppo folk metal occitano
• Jan dau Melhau
• La Talvera
• Lhi Balòs
• Lo Còr de la Plana, di Marsiglia
• mwat0Lou Dalfin
• Lou Seriol
• Bernard Lubat
• Mans de Breish
• Claudi Marti
• mwaucMassilia Sound System
• Moussu T e lei jouvens
• Mauresca Fracas Dub
• André Minvielle
• Moussu T e lei Jovents
• Nadau
• mwavmNux Vomica di Nizza
• Marilis Orionaa
• Peiraguda
• Rosina de Peira
• mwavsStille Volk, gruppo di musica neo medioevale
• Joan-Pau Verdier
Note
cite-note-11. ↑ mwawqmwawuLuciano Canepari, mwawymwawcOccitania, in mwawgmwawkIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwawoISBNmwaws 88-08-09344-1.
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cite-note-33. ↑ mwaxuRobèrt Lafont (1986) mwaxyLa nominacion indirècta dels païses, mwaxcRevue des langues romanes nº2, tome XC, pp. 161-171
cite-note-44. ↑ consultabile mwaxsonline mwaxwArchiviatomwax0 il 18 settembre 2017 in mwax4Internet Archivemwax8..
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cite-note-1313. ↑ L'Auta nº 612
cite-note-1414. ↑ Laurent Macé, mwa94I Conti di Tolosa e il loro seguito
cite-note-1515. ↑ Bertran de la Farge, mwa-iLa Croce Occitana - Loubatière
cite-note-1616. ↑ mwa-ymwa-cmwa-gPagina che riporta il brano della lettera del Sindaco di Tolosa sulle Croci Occitana e Pisana, su mwa-kstilepisano.it mwa-o(archiviato dall'mwa-surl originale il 29 marzo 2010).
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• WALTER Henriette "L'aventure des langues en Occident" 1994, ISBN 2-221-05918-2
Voci correlate
• mwbdaCatarismo
• mwbdiDanze occitane
• mwbdqGuardia Piemontese
• mwbdyLingua occitana
• mwbdgLou Dalfin
• mwbdoMidi (Francia)
• mwbdwPoesia trobadorica
• mwbd4Se chanto
• mwbeiSète
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• mwbegValli occitane
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Collegamenti esterni
• mwbe0Chambra d'òc, su chambradoc.it.
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